Nuovo temine per l’esercizio della detrazione iva

Il recente DL 50/2017 ha ridotto notevolmente il termine per l’esercizio del diritto alla detrazione dell’IVA.
La nuova norma stabilisce che la detrazione può essere esercitata, al più tardi, entro il termine di presentazione della dichiarazione IVA annuale relativa all’anno in cui il diritto è sorto, e non più entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo.
Conseguentemente viene modificato anche il termine per la registrazione delle fatture di acquisto, imponendo come termine ultimo quello di presentazione della dichiarazione relativa all’anno di ricezione del documento.
Le nuove disposizioni sono entrate in vigore da subito, vale a dire il 24/4/2017, senza l’introduzione di alcun regime transitorio, per cui la novità ha effetti “restrittivi” sull’esercizio della detrazione dell’imposta relativa agli acquisti effettuati prima dell’entrata in vigore del decreto.

Concordato preventivo in continuità indiretta

Un recente provvedimento del Tribunale di Como ha ritenuto ammissibile la proposta di concordato preventivo anche in continuità indiretta, con pagamento dei creditori chirografari in percentuale inferiore al 20%, limite minimo previsto nel caso di concordati liquidatori.

Nella fattispecie la proposta concordataria prevedeva un affitto di azienda finalizzato a una successiva cessione attraverso l’individuazione di due soggetti interessati all’acquisto dei rispettivi rami d’azienda.

Il Tribunale ha così valorizzato la volontà del legislatore che è sempre più orientata a soluzioni che prevedano la continuità aziendale, in tutte le sue forme, anche quella indiretta.

A conferma di ciò vi è lo stesso disegno di legge delega per la riforma delle discipline della crisi d’impresa e dell’insolvenza che pone, fra i principi delega, quello di dare priorità di trattazione alle proposte comportanti il superamento della crisi, assicurando la continuità aziendale anche mediante un diverso imprenditore, e di riservare la liquidazione giudiziale alle ipotesi nelle quali non sia proposta un’idonea soluzione alternativa.

Semplificazione bilancio abbreviato e delle micro imprese

Chi è alle prese con la redazione del bilancio 2016 dovrà valutare, sulla base delle dimensioni dell’impresa, se possono essere applicate le semplificazioni normative previste per le società che redigono il bilancio annuale in forma abbreviata e per le micro imprese.

La riformata disciplina dei bilanci introdotta dal D. Lgs. 139/2015 impone, per esempio, l’obbligatorietà del rendiconto finanziario esclusivamente per i bilanci ordinari.

Le imprese non obbligate alla redazione del bilancio ordinario hanno inoltre la facoltà di non applicare il nuovo criterio del costo ammortizzato per i crediti, i debiti e i titoli. Tale opzione influisce anche sui risultati economici intermedi, in quanto l’eventuale applicazione del costo ammortizzato modifica, in un certo senso, componenti ordinarie di ricavo o di costo in componenti di natura finanziaria e ne impone una differente ripartizione nel tempo.

Un’ulteriore semplificazione riguarda le micro imprese, alle quali non si applicano le disposizioni sugli strumenti finanziari derivati.

Le diverse impostazioni contabili delle piccole imprese rispetto a quelle che redigono il bilancio in forma ordinaria impattano, per effetto del principio di derivazione rafforzata, anche sul calcolo delle imposte dell’esercizio.

Conversione delle srl a capitale ridotto in srl semplificate

Il Ministero dello Sviluppo economico ha fornito indicazioni operative sulla riqualificazione delle srl a capitale ridotto in srl semplificate.

La conversione avviene a seguito di una procedura di InfoCamere che provvede:

  • alla sostituzione del dato “forma giuridica” da “società a responsabilità limitata a capitale ridotto” a “società a responsabilità limitata semplificata”;
  • all’inserimento d’ufficio nell’elenco cronologico degli eventi iscritti del seguente testo: “Modifica d’ufficio – SRL a capitale ridotto riqualificata in società a responsabilità limitata semplificata (art. 9 comma 15 DL 76/2013 convertito nella legge n. 99/2013)”.

Ai fini dell’attivazione della suddetta procedura di conversione, le modalità operative di InfoCamere specificano che le imprese devono avere i seguenti requisiti:

  • non risultare cessate al Registro delle imprese;
  • avere natura giuridica di “società a responsabilità limitata a capitale ridotto”;
  • non essere in aggiornamento.

Controlli relativi ad attività finanziarie e investimenti esteri non dichiarati

Con un recente provvedimento l’Agenzia delle Entrate ha individuato i criteri per la formazione delle liste selettive per i controlli relativi ad attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati.

Una norma del DL 193/2016 ha disposto che i dati di coloro che richiedono l’iscrizione all’AIRE siano resi disponibili all’Agenzia delle Entrate entro 6 mesi dalla richiesta.

Il citato provvedimento dell’Agenzia delle ha individuato i criteri per la formazione delle liste selettive precisando che esse dovranno essere formate sulla base di elementi che indichino una effettiva permanenza in Italia sulla base dei seguenti criteri:

  • residenza dichiarata in uno degli Stati e territori a fiscalità privilegiata;
  • movimenti di capitale da e verso l’estero, trasmessi dagli operatori finanziari nell’ambito del monitoraggio fiscale;
  • informazioni relative a patrimoni immobiliari e finanziari detenuti all’estero, trasmesse dalle Amministrazioni fiscali estere nell’ambito di Direttive europee e di Accordi di scambio automatico di informazioni;
  • residenza in Italia del nucleo familiare del contribuente;
  • atti del registro segnaletici dell’effettiva presenza in Italia del contribuente;
  • utenze elettriche, idriche, del gas e telefoniche attive;
  • disponibilità di autoveicoli, motoveicoli e unità da diporto;
  • titolarità di partita IVA attiva;
  • rilevanti partecipazioni in società residenti di persone o a ristretta base azionaria;
  • titolarità di cariche sociali;
  • versamento di contributi per collaboratori domestici;
  • informazioni trasmesse dai sostituti di imposta con la Certificazione Unica e con il modello 770;
  • informazioni relative a operazioni rilevanti ai fini IVA comunicate all’Agenzia delle Entrate (“spesometro”).

I criteri individuati dal provvedimento dovranno essere utilizzati anche per la formazione delle liste selettive relative alle persone fisiche che hanno chiesto l’iscrizione all’AIRE a decorrere dall’1/1/2010 e che non hanno presentato istanza di voluntary disclosure.

I dati dei contribuenti iscritti all’AIRE saranno acquisiti:

  • a regime, dall’Anagrafe nazionale della Popolazione residente;

• in attesa della formazione dell’ANPR, con accordi tra Agenzia delle Entrate e Ministero dell’Interno, sulla base di accordi convenzionali.

Comunicazione dei dati delle liquidazioni iva

E’ stato pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate il modello con le relative istruzioni per effettuare la comunicazione dei dati delle liquidazioni IVA periodiche, nuovo adempimento introdotto dal D.L. 193/2016.

La comunicazione è trimestrale e la prima scadenza è fissata per il 31/5/2017.

Sono obbligati a tale adempimento tutti i soggetti passivi IVA, anche se dalla liquidazione risulta un’eccedenza a credito.

Sono esonerati, invece, i soggetti passivi non obbligati alla presentazione della dichiarazione annuale IVA, oppure, all’effettuazione delle liquidazioni periodiche.

La Comunicazione, a prescindere dalla periodicità mensile o trimestrale della liquidazione, deve essere effettuata trimestralmente entro la fine del secondo mese successivo al trimestre di riferimento, con l’eccezione del secondo trimestre, il cui invio va effettuato entro il 16/9 di ogni anno.

Il modello di Comunicazione si compone:

  • del frontespizio, contenente, oltre alla firma e all’impegno alla presentazione telematica, l’anno d’imposta, la partita IVA del soggetto passivo, alcune caselle riguardanti i soggetti interessati dalla liquidazione dell’IVA di gruppo, il codice fiscale e il codice carica del dichiarante e il codice fiscale della società dichiarante che presenta la comunicazione per conto di un altro contribuente;

• del quadro VP, da compilare per ciascuna liquidazione periodica, composto da diversi righi (da VP1 a VP14) nei quali il soggetto passivo deve indicare, fra l’altro, il periodo di riferimento della liquidazione periodica dell’imposta e i dati come, ad esempio, totale operazioni attive e passive al netto dell’imposta, IVA esigibile e detratta, IVA dovuta o a credito, crediti, acconti, ecc. attraverso i quali è possibile determinare l’IVA da versare o a credito per il periodo interessato. Si evidenzia che i contribuenti mensili presentano un modulo per ciascuno dei tre mesi interessati, mentre i contribuenti trimestrali un unico modulo.

Bilancio, raccordo con le norme fiscali e principio di derivazione rafforzata

Il decreto cd. “Milleproroghe” contiene le norme di coordinamento della disciplina fiscale con le disposizioni civilistiche relative alla redazione del bilancio secondo i nuovi principi contabili e prevede la proroga di 15 giorni del termine per la presentazione delle dichiarazioni dei redditi e IRAP.

Per i soggetti, diversi dalle micro imprese, che redigono il bilancio in conformità alle disposizioni del codice civile “valgono, anche in deroga alle disposizioni dei successivi articoli della presente sezione, i criteri di qualificazione, imputazione temporale e classificazione in bilancio previsti dai rispettivi principi contabili“, venendo così ad affermarsi il cd. principio di derivazione rafforzata.

Con tale modifica si introducono regole di determinazione del reddito allineate alle nuove modalità di rappresentazione contabile.

Vengono, pertanto, fiscalmente riconosciute le rappresentazioni di bilancio fondate sul principio di prevalenza della sostanza sulla forma, come indicato dai nuovi principi contabili.

Vengono inoltre modificati alcuni articoli del TUIR per coordinarli con le nuove disposizioni civilistiche, ed in particolare:

  • l’art. 96, con riferimento alla determinazione del ROL;
  • l’art. 108, relativamente alla deduzione delle spese relative a più esercizi;
  • l’art. 109 comma 4, relativamente alle imputazioni reddituali a patrimonio netto;
  • l’art. 110, in tema di tassi di cambio utilizzabili per la conversione delle poste in valuta;
  • l’art. 112, in materia di strumenti finanziari derivati.

Per i soggetti che redigono il bilancio in base alle disposizioni del codice civile e che rientrano nella definizione di micro impresa non trova applicazione il suddetto principio di derivazione rafforzata.

Le nuove modalità di determinazione del reddito d’impresa decorrono dall’esercizio successivo a quello in corso al 31.12.2015 (2016, per i soggetti “solari”).

Tuttavia continuano ad essere assoggettati alla disciplina fiscale previgente gli effetti delle operazioni già avviate e che si protraggono per i periodi d’imposta successivi alla prima adozione delle nuove regole contabili.

Rottamazione delle cartelle – Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, nella sua recente circolare n. 2, specifica che:

– rientrano nella rottamazione dei ruoli i carichi affidati dall’1/1/2000 al 31/12/2016; non rilevano i debiti contestati mediante avviso bonario ma non iscritti a ruolo, come neppure i ruoli già sgravati;

rientrano nella sanatoria i ruoli consegnati all’Agente della riscossione dal 16 al 31/12/2016, ancorché, ai sensi di legge, si considerino consegnati il 10 gennaio;

– è possibile definire ruoli o carichi relativi a sole sanzioni tributarie;

– nonostante sia ammessa la definizione parziale dei carichi, il contribuente non può definire solo alcuni debiti contenuti nello stesso accertamento esecutivo, avviso di liquidazione o ruolo.

Entro il 31.3.2017 i debitori che intendono aderire alla rottamazione dei ruoli e degli accertamenti esecutivi devono presentare apposita domanda all’Agente della riscossione, mediante il modello “DA1”.

Per effetto di ciò, per tutti i ruoli tributari e contributivi, con alcune eccezioni, è possibile beneficiare dello stralcio delle sanzioni e degli interessi di mora.

Relativamente al contenzioso l’Agenzia delle Entrate conferma che l’estinzione del giudizio dovrebbe riguardare solo il carico definito, e non quello ancora da iscrivere a ruolo in ragione della riscossione frazionata.

Ripristino della presentazione del modello Intra acquisti

Con il decreto c.d. “Milleproroghe” è stata modificata nuovamente la disciplina relativa alla presentazione dei modelli INTRASTAT annullando le previsioni del DL 193/2016 che aveva soppresso, con decorrenza dall’1/1/2017, l’obbligo di presentazione dei modelli INTRASTAT per gli acquisti intracomunitari di beni e prestazioni di servizi ricevute da soggetti UE.

Tale obbligo viene ripristinato per l’anno 2017.

Con comunicato stampa congiunto Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e ISTAT, viene chiarito che i modelli INTRA-2 relativi agli acquisti devono essere presentati sia ai fini fiscali che statistici.

Il decreto milleproroghe prevede poi:

  • che a partire dall’1/1/2018 i soggetti passivi IVA non sono più tenuti alla presentazione dei modelli INTRA-1 quater e INTRA-2 quater, relativi alle prestazioni di servizi rese e ricevute;
  • che dal 1/1/2018 dovranno essere definite misure di semplificazione degli obblighi comunicativi, da attuarsi con specifico provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, d’intesa con l’Agenzia delle Dogane e l’ISTAT.

Note di variazione e procedure concorsuali

L’Agenzia delle Entrate, in occasione del Telefisco 2017, ha fornito chiarimenti in merito alle note di variazione IVA nell’ambito di procedure concorsuali e assimilate.

In primo luogo viene precisato che la nota di accredito emessa per recuperare l’IVA già versata nei confronti di un cliente sottoposto a procedura concorsuale obbliga gli organi della procedura a registrare la corrispondente variazione in aumento.

Non sussistendo, dunque, il debito a carico della procedura, il curatore fallimentare non è tenuto ad ulteriori adempimenti quali le liquidazioni periodiche, il versamento dell’imposta o la presentazione della dichiarazione annuale.

Tale adempimento non determina l’inclusione del credito vantato dall’Erario nel riparto finale, ma graverà eventualmente sul fallito ritornato in bonis.

Viene inoltre precisato che, nel caso di concordato preventivo, il recupero dell’imposta è collegato non soltanto all’emissione del decreto di omologazione della procedura, ma anche al momento in cui il debitore adempie agli obblighi assunti nel concordato